Sei stanco di assessori al traffico incapaci?
Non ne puoi più di respirare benzene?
Mezzi pubblici inefficienti?
Visto che il traffico è un problema non solo locale (il più grosso problema a Palermo, come ricorda Benigni in Johnny Stecchino), ma una emergenza nazionale ed internazionale, è nato questo blog per dare voce a chi vuole una città più a misura d'uomo.
Traffico e inquinamento in città, problemi e soluzioni possibili.
In questo blog puoi descrivere e criticare quello che si fa e quello che vorresti fosse fatto nella tua città sul traffico.
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Parcheggio ai Giardini Pubblici
Le Associazioni Cittadinanzattiva, Italia Nostra, Lega Ambiente, WWF e il Partito dei Verdi esprimono la loro ferma contrarietà in merito alla scelta di realizzare un parcheggio interrato nel Parco della Pinetina (area-giochi dei bambini) ai Giardini Pubblici. Le ragioni del dissenso sono sia di ordine generale sia specifico.
Dal punto di vista più generale, la decisione andrebbe in direzione perfettamente contraria rispetto alle più progredite tendenze (che anche a Spezia si è in qualche misura iniziato ad adottare) ad alleggerire il traffico urbano.
Non si ritiene infatti risposta efficace alla domanda di parcheggi (ma sarebbe più corretto dire “domanda di mobilità urbana”, giacché il vero bisogno dei cittadini è di potersi muovere agevolmente, e non è detto che lo debbano fare con il mezzo privato, che anzi è proprio causa di immobilismo) la realizzazione di aree di sosta in centro città – che vengono del resto presto esaurite, attirando comunque più automobilisti che poi si troveranno a vagare per il centro alla ricerca di un “posto” ed a peggiorare quindi le già critiche condizioni di qualità dell’aria – ma piuttosto l’organizzazione di funzionali parcheggi periferici di interscambio collegati con un sistema veramente efficiente di mezzi pubblici ed altri mezzi non inquinanti.
Più specificatamente appare poco razionale e non rispettoso dei bisogni di intere categorie sociali (mamme, anziani) e in primo luogo dei bambini, far coincidere il nuovo parcheggio con l’unica area-giochi attrezzata del centro città.
Dal punto di vista specifico, la scelta, che va a incidere sia il piano pratico, sia quello simbolico, del vivere la città, comporterebbe:
- l’eliminazione per un tempo imprecisato, ma che si misura in anni, dei giochi, deprivando i più piccoli cittadini del centro del solo spazio ad essi dedicato per far luogo alla “dea” automobile: una vera beffa per “la città dei bambini e delle bambine”;
- l’apertura di un cantiere di consistente entità e impatto in un’area strategica per il passeggio, lo svago, le iniziative culturali, il passaggio dei turisti;
- l’eliminazione degli “storici” pini contorti che caratterizzano per l’appunto quella che per tutti è ancora “
- lo stravolgimento di uno spazio già ricreato in tempi non antichi ma già caro ad alcune generazioni di spezzini, che a quell’area legano le memorie dell’infanzia e dell’adolescenza.
Ancora una volta Spezia cancellerebbe un altro dettaglio della propria identità: il risultato finale sarebbe una spianata che, anche quando non fosse pensata in cemento, asfalto o pietra ma coperta da uno strato di terra e “giardinizzata”, non potrebbe più ospitare le ombrose specie arboree capaci di offrire nella bella stagione accogliente refrigerio.
L’area-giochi eventualmente ripristinata sul parcheggio sarebbe veramente il simbolo di una scarsa considerazione del mondo infantile relegato in uno spazio denaturalizzato e artificialmente ricostruito sopra il parcheggio i cui miasmi, seppur filtrati, contribuiranno ad abbassare la qualità dell’aria in superficie.
Le Associazioni e partiti firmatari fanno appello alla sensibilità dell’Amministrazione e del Consiglio di Circoscrizione perché il progetto sia accantonato. Consapevoli che l’Amministrazione debba dare risposte anche a chi sollecita migliori possibilità di parcheggio, si propone all’Amministrazione un incontro, al fine di trovare insieme soluzioni alternative ai problemi della mobilità urbana, compresi i parcheggi: soluzioni che siano veramente risolutive e meno impattanti; ciò dovrebbe avvenire nel contesto della valutazione dell’aggiornamento del Piano Urbano del Traffico.
Sabato 6 Maggio 2006 gli Amici di Beppe Grillo di Bologna organizzano la critical mass “Riprendiamoci l’aria”.
Per l’occasione noi associazioni e comitati emiliano-romagnoli giungeremo da tutta la regione per dire no a inceneritori e centrali turbogas; chiedere una mobilità sostenibile, una gestione razionale dei rifiuti e la promozione di fonti energetiche realmente rinnovabili.
Interverrà il dott. Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena (www.nanodiagnostics.it) esperto di nanopolveri, particolato che non è trattenuto dai filtri, ma penetra nei polmoni, nel sangue e negli altri organi del nostro corpo, provocando diverse patologie. Le nanoparticelle si producono in abbondanza durante i processi di combustione ad alta temperatura: motori a scoppio e dunque traffico, fonderie, inceneritori.
L’Emilia Romagna è tra le regioni che producono più rifiuti e con il maggior numero di inceneritori (9 impianti).
È parere delle ex municipalizzate ora S.p.A. gestrici del servizio, quali Hera ed Enìa, che l’alta produzione di rifiuti richieda il ricorso all’incenerimento. Gli amministratori provinciali hanno per lo più sposato acriticamente tale tesi. Ma quella dell’incenerimento è una scelta irrazionale:
- Gli inceneritori non distruggono i rifiuti, li trasformano soltanto in prodotti altamente tossici: fumi, polveri, acque di scarto e ceneri che vanno smaltite in discariche speciali. Durante la combustione dei rifiuti si formano anche nuove sostanze organiche, inquinanti persistenti e cancerogeni, come diossine e furani. Anche questi non sono filtrabili, neanche dai più sofisticati sistemi di abbattimento: si accumulano nel terreno e nei vegetali che vi crescono e raggiungono le concentrazioni più elevate negli organismi ai vertici della catena alimentare (l’uomo!).
- Gli inceneritori mandano in fumo un settore importante dell’economia regionale, mettendo a repentaglio i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento, prime fra tutte le nostre produzioni di qualità.
- Gli inceneritori bruciano principalmente la carta, la plastica, il legno, ecc., cioè prevalentemente i materiali che potrebbero essere recuperati. Poiché, una volta avviati, hanno bisogno di bruciare a ritmo costante, disincentivano la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio di questi materiali.
- L’alternativa all’incenerimento e all’attuale modello di produzione e consumo è possibile: riduzione della produzione di rifiuti all’origine, riutilizzo dei prodotti, raccolta differenziata “spinta” al 70-80%, riciclaggio dei materiali raccolti in maniera differenziata. È quanto stanno concretamente realizzando città e regioni in Canada, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda (vedi www.no-burn.org) ed alcune realtà italiane. Risultati importanti si sono avuti ad esempio nel Consorzio itercomunale Priula (TV), grazie alla raccolta domiciliare (il “porta a porta”) con sistema di tariffa puntuale (www.consorziopriula.it/dynamic_downloads/86_Presentazione_27_06_2005.PDF).
- Neppure i moderni inceneritori (i cosiddetti termovalorizzatori) producono energia, ma la consumano: per la produzione dei materiali, la selezione, l’essiccazione, la pressatura ed il trasporto dei rifiuti si consuma complessivamente più energia di quella ottenuta dalla loro combustione. Finanziariamente gli inceneritori rappresentano un affare – per le società che gestiscono il servizio, non per noi cittadini! – soltanto perché godono di contributi statali: grazie all’assurda normativa italiana che permette di assimilare ad energia rinnovabile quella prodotta bruciando ogni tipologia di rifiuto, siamo noi cittadini a finanziarli con la nostra bolletta della luce (voce “costruzione impianti fonti rinnovabili”)!
Durante la manifestazione saranno raccolte firme per la petizione popolare contro i sussidi statali all’incenerimento dei rifiuti, lanciata da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero lo scorso settembre
RITROVO ORE 15 IN PIAZZA MAGGIORE A BOLOGNA, ANCHE SENZA BICI.
Partenza ore 15,30
Via Dell’ Indipendenza
Via Irnerio
V.Le Berti Pichat (Sosta Sotto Hera)
P.Ta Mascarella
Via Mascarella
Via Irnerio
Via Dei Mille
Via Marconi
Via Ugo Bassi
P.Zza Maggiore
Per adesioni e informazioni sul programma della manifestazione:
http://beppegrillo.meetup.com/14/boards/ , 329/6523574.
SCIOPERO E TRENI GARANTITI.
Da trenitalia:
lo sciopero dei treni è confermato dalle 21 del 5 alle 21 del 6.
Risultano garantiti i seguenti Treni Regionali e Interregionali:
FE-BO
6.47 - 7.37 con servizio bici
7.34 - 8.07 con servizio bici
7.55 - 8.46 senza servizio bici
BO-FE:
17.53 - 18.25 con servizio bici
19.53 - 20.25 con servizio bici
20.11 - 21 con servizio bici
RN-BO:
7.27 - 8.55 con servizio bici
8.20 - 10.52 con servizio bici
9.00 - 10.22 con servizio bici
BO-RN:
18.08 - 20.35 con servizio bici
18.40 - 20.05 con servizio bici
18.38 - 21.13 con servizio bici
PR-RE-MO-BO
Nessun treno regionale o interregionale. Numero verde per gli scioperi 800/892021.
CAMIONE E FURGONI
DA MODENA ABBIAMO TROVATO UN CAMION!!!!
Ci staranno 30 o 40 bici, forse di più. Ci troviamo alle 13 al parcheggio di Via San Giovanni Bosco angolo con Via Divisione Aqui (alla Maserati insomma)
vi prego di telefonare per metterci d’accordo: 348/2220552.
DA REGGIO CI SAREBBE PURE UN FURGONE O CAMION:
sentite ROBERTO GALANTINI: 347/7532176.
ADERISCONO (aggiornato al 4 Maggio):
Amici di Beppe Grillo Meet up di Bologna, Faenza, Ferrara, Forlì, Modena, Rimini - Greenpeace Gruppi Locali di Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia - Fiab di Bologna, Modena e Forlì - Etica energetica (BO) - Clan-Destino (FC) - WWF Emilia-Romagna - Medicina Democratica Ferrara - Comitato FerrAria Pulita (FE) - Comitato Riccione per l’energia pulita - Comitato Salva Ambiente Alto Reno (BO) - Coordinamento Provinciale Rifiuti Zero Modena - Comitato Modena Salute Ambiente - Legambiente Modena - Comitato intercomunale Salute e Ambiente di Carpi-Novi-Soliera (MO) - Comitato Quale Energia di Finale Emilia (MO) - Coordinamento dei Comitati per la Tutela della Salute e dell’Ambiente (RE) - Ecoistituto dell’Emilia-Romagna (RE) - Lista civica “Ambiente per San Martino” (RE) - Lista civica “Gente di Reggio” (RE) - Comitati Salute e Ambiente di Correggio e San Martino in Rio (RE) - Collettivo Nonviolento Uomo Ambiente di Guastalla (RE) - Muoversi meglio (RE)
"Con la medesima chiave, è possibile prendere a noleggio una bicicletta tanto a Piacenza quanto a Bologna, Ferrara e in altre città dell’Emilia-Romagna. E’ quanto prevede “C’entro in bici”, una delle tipologie previste dal servizio di noleggio biciclette, illustrato in una vera e propria “mappa” regionale.
Frutto di un lavoro comune tra Regione Emilia-Romagna, Amministrazioni locali e i rispettivi mobility manager, la mappa – realizzata come pieghevole cartaceo e presentata stamani nella sede della Regione Emilia-Romagna nel corso di un seminario – è stata pensata per sviluppare ulteriormente l’utilizzo delle bici e delle infrastrutture presenti nelle diverse città. E per favorire e incentivare comportamenti urbani sostenibili, la Regione ha finanziato per oltre il 50% – a fronte di un costo complessivo di 83 milioni di euro – 180 progetti per la realizzazione di circa 600 km di infrastrutture ciclabili, 2/3 dei quali già completati, gli altri in corso di ultimazione. Si tratta di interventi realizzati soprattutto nelle aree urbane, in seguito alla concertazione tra la Regione e gli enti locali, mediante gli Accordi di Programma triennali, coerentemente con le azioni definite dagli Accordi sulla qualità dell’aria per la gestione delle emergenze ambientali.
“Nei tredici principali centri dell’Emilia-Romagna c’è stato un raddoppio della rete urbana ciclabile: siamo passati da poco meno di 500 km. nel 2000 a circa 1000 km. nel 2004 – ha sottolineato l’assessore regionale alla Mobilità e Trasporti Alfredo Peri – . Sono in corso di realizzazione interventi coperti per metà da finanziamenti regionali; i risultati raggiunti collocano l’Emilia-Romagna a livelli medio-alti rispetto ad altre città e regioni europee”. In questi anni “c’è stato un salto di qualità importante – ha aggiunto l’assessore – , grazie alla collaborazione di più soggetti e a un’accresciuta consapevolezza nei confronti di una mobilità più sostenibile. E’ un segno di speranza per il futuro”.
.........
Una vera e propria rete regionale all’insegna della sostenibilità: le 1400 biciclette messe complessivamente a disposizione nelle città di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Faenza, Ravenna, Ferrara, Forlì, Cesena e Rimini rappresentano un’iniziativa che concorre a sviluppare e diffondere una cultura di attenzione all’ambiente, specialmente nei centri storici e negli ambiti urbani.
Alle dodici città indicate nella rete del noleggio, si sono recentemente aggiunte anche Lugo e Cesenatico. La mappa dà indicazioni sui punti d’attivazione del noleggio delle biciclette e sulla dislocazione delle stesse, segnalate a fianco delle cartine delle città.
Diverse sono le tipologie di servizio presenti (“C’entro in bici”, “Park e bici”, “Punto bici”, “Pedala la città”, bike sharing), e le relative modalità di fruizione.....
Con il servizio di noleggio, si può dunque scegliere la bicicletta per i piccoli spostamenti urbani, evitando l’uso dell’auto; in particolare, nelle città che hanno aderito all’iniziativa “C’entro in bici” (al momento Piacenza, Modena, Bologna, Imola, Faenza, Ravenna, Cesena e Ferrara) è possibile usare la stessa chiave – identificata da un codice – per prendere a noleggio la bicicletta anche negli altri centri. In tutte le città, noleggiare è semplice: come viene spiegato nei regolamenti illustrati nella mappa, l’utente deve compilare l’apposito modulo, dopodiché gli verrà consegnata la chiave con cui potrà prelevare la bicicletta e utilizzarla per gli spostamenti. "
(da un comunicato stampa della Regione Emilia Romagna dell' ottobre 2005)
Nel portale ruotepulitER si possono trovare altre informazioni sulle iniziative della Regione in direzione di una mobilità sostenibile.
Il 18 aprile sul sito Savona notizie ho trovato il seguente articolo :
" L’assessore all’ambiente del Comune di Varazze, Giulio Alluto, propone una convenzione per potenziare le aree di sosta per biciclette nel centro città che alcuni privati intendono realizzare. L’idea prevede l’esenzione dal canone di occupazione di suolo pubblico purché il 50% dei posti nelle rastrelliere sia messo a disposizione di abitanti e turisti.
L’assessore all’ambiente del Comune di Varazze, Giulio Alluto, ha lanciato una nuova proposta di convenzione con privati per potenziare le aree di sosta per biciclette in zone urbane.
“Ho avanzato questa proposta alla giunta – spiega Alluto – per effettuare una modifica al regolamento per l’utilizzo del suolo pubblico in modo da inserire una normativa che agevoli chi intende fornire un servizio ai cittadini e ai turisti”.
La proposta prevede di non assoggettare al pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico i privati che installino proprie rastrelliere per il posteggio delle biciclette, purché mettano a disposizione dei cittadini ed ospiti il 50% dei posti contenuti.
L’obiettivo è quello di potenziare le aree di sosta per biciclette in zone urbane e quindi incentivare l’uso di mezzi di trasporto non inquinanti.
L’accordo fra Comune di Varazze e privati (commercianti, albergatori, consorzi di taxisti, ecc.) può avvenire tramite convenzione nella quale occorrerà precisare:
- il luogo in cui vengono installate le rastrelliere,
- il numero di posti disponibili pubblici,
- la manutenzione a carico dei privati,
- l’esonero dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico,
- l’eventuale collaborazione alla predisposizione di materiale informativo sulla dislocazione delle rastrelliere a Varazze.
La giunta del sindaco Antonio Ghigliazza ha approvato la proposta, ora toccherà agli uffici predisporre la modifica al regolamento e attuare l’idea.
“Spera – aggiunge Alluto - che i tempi tecnici di modifica del regolamento siano brevi. Gli uffici competenti hanno già avviato la pratica. Così potremmo osservare gli effetti positivi già questa estate, stagione favorevole all'utilizzo della bicicletta, ma anche periodo di maggior traffico veicolare”.
Fonte Comune Varazze "